“Se l’amore fosse così semplice” di Jill Mansell

5281184_223712Va bene che è un romanzetto, va bene che non avevo aspettative, va bene tutto, ma la trama di questo libro potrei accettarla solo se fosse la bozza del racconto di una mia amica che ama scrivere, ma è evidente che non diventerà mai la sua fonte di reddito.
Troppi personaggi, troppe storie in un solo libro. Se non sei in grado di gestire il tutto, lascia perdere.
Parte anche bene, con la protagonista Lara che, dopo diciott’anni ritorna a Bath (località citata spesso nei libri di Jane Austen, tra l’altro) con la figlia Gigi, perché è diventata proprietaria della casa dalla quale è stata cacciata da suo padre (sarà veramente suo padre? Lo scoprirete solo leggendo) e dalla sua matrigna Janice, all’età di sedici anni.
Già questo fatto mi lascia un tantino perplessa. Come fa un padre a cacciare di casa la figlia non ancora maggiorenne, solo perché è l’ennesima volta che torna a casa tardi la sera? Allora i miei genitori avrebbero dovuto cacciare anche me!
Padre e figlia non si sono più sentiti per tutti questi anni e alla morte di papà, Lara ritorna.
Qui incontra Flynn, il suo ex fidanzatino e soprattutto il padre di Gigi. Ecco. Solo che lui non lo sa, perché Lara ha pensato bene (presumo, d’accordo con zia Nettie, la persona che ha accolto Lara quando è stata cacciata di casa. Un genio) di tenerlo all’oscuro da tutto questo. Che gente responsabile.
Non vi dico più nulla su questa storia, altrimenti vi rovino la sorpresa.
Troviamo poi il terzetto Evie-Joel-Ethan. Evie ha abbandonato sull’altare Joel che però, dispiaciuto, vuole (e ci riuscirà?) riconquistarla in tutti i modi, anche se Evie nel frattempo ha conosciuto Ethan.
Infine troviamo l’inutile storia che ha rovinato tutto il libro. Pagine e pagine, capitoli e capitoli che sono serviti solamente – a mio parere – a distrarre il lettore. Sto parlando di Enjay, rapper di successo mondiale, e Harry, sfigato imprenditore, proprietario di un piccolo laboratorio di camicie.
Insomma, a mio parere ci sono troppe cose in questo libro.
Se l’autrice si fosse concentrata meglio sulle storie di Lara e Evie, sforzandosi un po’ di più, sarebbe uscito anche un bel romanzetto.
Ma ha voluto strafare, e questo è il risultato.

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Informazioni su L'angolo di Dani

Leggo libri, vivo, piango, rido. Quando posso, penso positivo (ma senza esagerare).
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